QUANTO MANCA ALLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE?

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Data: 25/11/2026 – Mercoledì

Basta violenza. Ora.

Categoria: Giornate mondiali

Cos’è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne si celebra ogni anno il 25 novembre ed è una ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare in quel giorno attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della nonviolenza e del rispetto delle donne.

Perché si celebra il 25 novembre

La scelta del 25 novembre non è casuale: è stata decisa in ricordo delle tre sorelle Mirabal, deportate, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana. Nel 1981, durante il primo incontro femminista latinoamericano e caraibico svoltosi a Bogotà, in Colombia, venne deciso di celebrare il 25 novembre come la Giornata contro la violenza sulle donne, proprio per commemorare questo tragico evento.

La storia delle sorelle Mirabal

Durante gli anni ’40 e ’50, la Repubblica Dominicana era stretta nella morsa della dittatura del generale Rafael Trujillo. Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal, anche soprannominate “mariposas” (farfalle), decisero di impegnarsi nell’attivismo politico denunciando gli orrori e i crimini della dittatura. Il 25 novembre 1960 le tre sorelle vennero torturate e uccise dai sicari di Trujillo e i loro corpi gettati in un dirupo per simulare un incidente. L’indignazione per la loro morte, che nessuno credette accidentale, sollevò un moto di orrore sia in patria che all’estero, ponendo l’attenzione internazionale sul regime dominicano e sulla cultura machista. Pochi mesi dopo il loro assassinio, Trujillo fu ucciso e il suo regime cadde. L’unica sorella sopravvissuta, Belgica Adele, ha dedicato la sua vita alla cura dei sei nipoti orfani e a mantenere viva la memoria delle sorelle.

I 16 giorni di attivismo

La data del 25 novembre segna anche l’inizio dei “16 giorni di attivismo sulla violenza di genere” che precedono la Giornata Mondiale dei Diritti Umani il 10 dicembre di ogni anno. Questa campagna è stata promossa nel 1991 dal Center for Women’s Global Leadership (CWGL) e sostenuta dalle Nazioni Unite, per sottolineare che la negazione della violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani. Questo periodo comprende una serie di altre date significative, tra cui il 29 novembre (Women Human Rights Defenders Day), il 1° dicembre (Giornata Mondiale contro l’AIDS) e il 6 dicembre (anniversario del massacro del Politecnico di Montréal).

Orange the World

Il colore arancione è utilizzato come colore di identificazione della campagna contro la violenza sulle donne. Dal 2014, la campagna ha assunto come slogan “Orange the World” (Illumina il mondo di arancione), invitando istituzioni, edifici pubblici e monumenti in tutto il mondo ad accendersi di arancione per simboleggiare un futuro più luminoso, libero dalla violenza contro donne e ragazze.

L’impegno delle Nazioni Unite

Il primo passo concreto verso l’eradicazione della violenza sulle donne venne intrapreso dalle Nazioni Unite nel 1979, quando l’Assemblea Generale dell’ONU adottò la Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di Discriminazione contro le Donne (CEDAW). Il 20 dicembre 1993, l’Assemblea Generale adottò la Dichiarazione sull’Eliminazione della Violenza contro le Donne tramite la risoluzione 48/104. Infine, il 7 febbraio 2000, l’Assemblea Generale adottò la risoluzione 54/134, designando ufficialmente il 25 novembre come Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne.

Un problema globale

La violenza contro le donne è diffusa in forme diverse in tutti i Paesi e comporta costi umani, sociali ed economici altissimi. Secondo dati delle Nazioni Unite, una donna su tre nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita, e spesso l’aggressore è una persona vicina, come il partner o un familiare. Come ha affermato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: “La violenza sessuale contro le donne e le ragazze affonda le sue radici in secoli di dominazione maschile. Quelle disuguaglianze di genere che alimentano la cultura dello stupro costituiscono fondamentalmente una questione di squilibri di potere”.

Le forme di violenza

La violenza contro donne e ragazze rappresenta una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, persistenti e devastanti. La violenza assume molteplici forme: fisica, psicologica, sessuale ed economica. Il fenomeno si manifesta in vari modi, dalle violenze domestiche ai matrimoni forzati, dalle molestie sessuali alla prostituzione, fino alle mutilazioni genitali. Questo tipo di violenza spesso non viene denunciata a causa dell’impunità, del silenzio, della stigmatizzazione e della vergogna che la caratterizzano.

Il simbolo delle scarpe rosse

Uno dei simboli più potenti della lotta contro la violenza sulle donne sono le scarpe rosse, spesso disposte in installazioni pubbliche per commemorare le vittime di femminicidio. Questa forma di arte urbana e protesta visiva è diventata un modo per dare voce alle donne che non possono più parlare e per sensibilizzare la collettività sul dramma della violenza di genere.

Fonti:
Wikipedia
Save the Children
Sky tg24

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